LEZIONI DI CINEMA AL MULTISALA CORSO / Giugno 2021


Da Lunedì 21 Giugno 2021 / Multisala Corso / Corso del Popolo, n. 30 – Treviso
LEZIONI DI CINEMA AL MULTISALA CORSO
a cura di Marco Bellano

Ogni lunedì dalle 20.30 alle 22:30, da lunedì 21 giugno per 4 incontri.

Link per iscrizione: Iscrizione “Lezioni di cinema al Multisala Corso”
oppure scrivendo all’indirizzo mail cineforumlabirinto@gmail.com 


Nella storica Sala Grande del Multisala Corso di Treviso, Cineforum Labirinto presenta un nuovo ciclo di lezioni di cinema per tornare a vivere il fascino della sala cinematografica in compagnia dei capolavori e dei grandi registi che hanno fatto la storia della Settima Arte.

A partire dalla visione e dal commento delle sequenze dei film selezionati, il docente Marco Bellano (Università di Padova) condurrà i partecipanti alla scoperta del cinema d’autore attraverso quattro filoni narrativi:

  • Pixar Story/ 21 Giugno 2021
    Dai lungometraggi ai divertentissimi corti, una panoramica sulla produzione Pixar attraverso curiosità, dettagli tecnici e scelte narrative, in concomitanza con l’uscita dell’attesissimo “
    Luca” (2021), il primo film della Pixar ambientato in Italia. A distanza di oltre 25 anni dall’esordio con “Toy Story” (1995), una carrellata di immagini e aneddoti sull’incredibile mondo della Pixar.
  • Salvador Dalì e il cinema/ 28 giugno 2021
    Nel corso della sua eccentrica vita artistica, Salvador Dalì ha più volte prestato il proprio talento visionario e surrealista al mondo del Cinema. La lezione intende celebrare le esperienze cinematografiche di Dalì a partire dal sodalizio con Luis Buñuel, dalle oniriche scene di “
    Io ti salverò” (1945) di Alfred Hitchcock e dall’incontro con Walt Disney.
  • Il sentiero del West / 5 Luglio 2021
    Un viaggio alla scoperta del vecchio e selvaggio West e di un genere cinematografico unico ed inconfondibile. Alla ricerca delle caratteristiche tecniche e narrative del cinema western, una lezione che solcherà territori lontani e iconici in compagnia dei grandi registi del passato, come John Ford e Sergio Leone, e degli autori contemporanei che si sono cimentati con una rivisitazione del genere.
  • Dracula. Dal romanzo al grande schermo / 12 Luglio 2021
    Nel 1897 nasce dal romanzo di Bram Stoker uno dei personaggi letterari più celebrati della storia del Cinema. Dal leggendario “
    Nosferatu” (1922) di F.W. Murnau alle versioni d’autore firmate da registi del calibro di Werner Herzog e Francis Ford Coppola, senza dimenticare gli adattamenti più eccentrici e parodistici di Polanski, Mel Brooks e Andy Warhol, il personaggio di Dracula, in quasi cent’anni di vita sul grande schermo, non ha mai smesso di attirare l’attenzione del cinema e di tornare periodicamente a spaventare gli spettatori di tutto il mondo.

L’iniziativa si articola in 4 incontri che si terranno di lunedì dalle ore 20.30 alle 22.30,  a partire da lunedì 21 giugno 2021, presso la Sala Grande del Multisala Corso,  situato in Corso del Popolo n. 30 in centro storico a Treviso. Il costo del corso è pari a 70€, comprensivo della tessera “Labirinto 2021” che consentirà l’accesso a prezzo ridotto alle proiezioni presso il Multisala Corso per tutto l’anno 2021, nonché alle proiezioni all’aperto e drive-in organizzate dal Cinema Corso nell’Arena estiva della Chiesa Votiva di Treviso da metà luglio 2021.

È possibile iscriversi anche a singole lezioni!

In attesa della ripresa ufficiale delle attività in autunno, il Multisala Corso riapre quest’estate per ospitare le lezioni di cinema organizzate da Cineforum Labirinto. La sede del corso è una sala cinematografica con un capienza massima di 400 posti, dotata di uno schermo gigante e ampi spazi per accedere alle sedute. La struttura del Multisala permetterà di svolgere gli incontri in totale serenità, garantendo una distanza interpersonale ben oltre quella prescritta dalle vigenti normative e un accesso in sala sicuro e agevole. In ottemperanza alle prescrizioni di legge, gli organizzatori porranno inoltre in essere tutte le misure di contrasto al Covid-19, come l’osservanza dell’obbligo di indossare la mascherina, il rispetto del distanziamento in ogni fase dell’evento, l’ingresso solo su prenotazione, la disponibilità di gel igienizzante e mascherine.

Per iscriversi e per maggiori informazioni: cineforumlabirinto@gmail.com / 3407417350

Scopri il programma, le misure di sicurezza e altre informazioni scorrendo qui sotto!


IL PROGRAMMA

1° incontro | PIXAR STORY | 21 Giugno 2021

“Tu sei un giocattolo!” Così ripeteva, esasperato, il cowboy Woody allo space ranger Buzz Lightyear nel lungometraggio che, nel 1995, cambiò definitivamente la storia dell’animazione. Toy Story mostrò che era possibile appassionare il pubblico di tutto il mondo con film fatti esclusivamente di immagini tridimensionali generate con il computer. I Pixar Animation Studios avevano vinto una scommessa iniziata nel 1979, quando un gruppetto di visionari che faceva ricerca sugli effetti speciali presso la Lucasfilm cominciò a immaginare che dei personaggi generati al computer potessero recitare come dei disegni animati. Nel 1986, il sogno divenne realtà: la lampada Luxo Jr. si guadagnò il ruolo di mascotte della Pixar, fondata in quello stesso anno, e una nomination all’Oscar per il cortometraggio di cui fu protagonista. La rivoluzione della Pixar tese un ponte tra tecnologia informatica avanzatissima e il più classico artigianato di scuola Disney: la familiare vitalità dell’animazione “a mano” iniziò a sposarsi con universi dalla resa fotografica minuziosa, quasi fossero mondi realmente esistenti in qualche lontano altrove. Forse, allora, Woody diceva a Buzz “tu sei un giocattolo” anche rivolgendosi al pubblico: il personaggio ci sembra davvero un giocattolo di plastica! Guardandolo, riusciamo quasi a percepire che sensazioni ci darebbe al tocco. Eppure, Buzz è un giocattolo anche perché lo stile Pixar, in fondo, ha saputo dare nuova vita anche a un’altra “antica” tradizione animata: quella del cinema a base di pupazzi e marionette. Nonostante in occidente il regno del lungometraggio a disegni animati sia ormai tramontato, se esiste ancora un’animazione di largo consumo profondamente umana ed espressiva lo si deve in gran parte alla Pixar. Vale la pena di soffermarsi a capire perché le cose, fortunatamente, siano andate così.

2° incontro | SALVADOR DALÌ E IL CINEMA | 28 Giugno 2021

Sembra incredibile che Salvador Dalì, con la sua personalità così debordante e orgogliosa, possa aver contribuito a una forma d’arte come il cinema, fatta di condivisione e collaborazione. Eppure, il potere del grande schermo di costruire sensazioni e libere associazioni simili a sogni ebbero la meglio: a partire dal 1929, Dalì avrebbe offerto le sue idee visionarie a registi del calibro di Luis Buñuel e Alfred Hitchcock, sfiorando poi una collaborazione con Walt Disney. Buñuel trovò con Dalì il proprio debutto come cineasta, sconvolgendo il pubblico con una delle immagini più visceralmente perturbanti di tutta la storia del cinema: l’occhio lacerato che inaugura il cortometraggio Un chien andalou (1929). I due artisti si sarebbero poi ritrovati per dar vita a un lungometraggio, il provocatorio L’âge d’or (1930), per prendere poi strade separate. Decisamente meno “scandaloso” fu invece il lavoro fatto da Dalì per una celebre sequenza di Io ti salverò (Spellbound, 1945) di Hitchcock; pur profondamente suggestivo, quel che il pittore immaginò era in linea con la “passione” per il surrealismo e la psicanalisi che stava attraversando la Hollywood del tempo. Ecco perché, subito dopo, Dalì fu contattato da Disney, desideroso di trovare nuovo terreno di dialogo tra arte “alta” e popolare dopo l’ambizioso esperimento di Fantasia. Il progetto che ne nacque, il cortometraggio Destino, rimase poi incompiuto; ne fu realizzata una versione nel 2003. Forse, tuttavia, la storia di Destino non è terminata; e scopriremo che non lo è nemmeno quella di Dalì al cinema, attraverso una rassegna di film che citano, rendono omaggio e ancora si ispirano alle sue inquietanti immersioni nell’inconscio.

3° incontro | IL SENTIERO DEL WEST | 5 Luglio 2021

Il genere western è uno dei più antichi della storia del cinema: il primo film in assoluto, La grande rapina al treno, arrivò addirittura nel 1903! Già erano presenti alcuni “ingredienti” fondamentali: una netta divisione tra “buoni” e “cattivi”, l’epopea della frontiera, inseguimenti e adrenaliniche sparatorie. Erano coordinate familiari e accattivanti, derivate dalla letteratura popolare, a cui il genere attinse abbondantemente. Il western al cinema divenne una sorta di moderna mitologia americana, con archetipi e formule paragonabili a quelli, ben più antichi, delle fiabe e leggende europee. Col passaggio dal muto al sonoro, il western non perse terreno, ma anzi entrò nella fase più alta della sua classicità, con capolavori quali Ombre rosse (1939) e Sentieri selvaggi (1956) di John Ford, Mezzogiorno di fuoco (1952) di Fred Zinnemann e Il cavaliere della valle solitaria di George Stevens (1953). Quando però ormai il “sentiero del west” sembrava tracciato, ecco che la pista si fece più difficile da seguire: il genere cominciò a perdere i suoi contorni e a vivere del ricordo di se stesso. La rinascita avvenne grazie a chi osservava il “sogno americano” dall’altra parte dell’oceano, trasformando luoghi e figure della frontiera in ideali senza tempo: Sergio Leone, con il cosiddetto “spaghetti western”, mescolò gli eroi della frontiera con i samurai di Akira Kurosawa, scoprendo un nuovo respiro epico e solenne. Non era finita, tuttavia; da Leone partì una “moda” che divampò nel cinema di “serie B”, con tutta una serie di rifacimenti e reinvenzioni capaci di esplorare con una fantasia impensabile le premesse da cui il genere era partito. A dare nuove ambizioni a questo intrigante “sottobosco” cinematografico ci pensò Quentin Tarantino; i suoi western omaggiano quel che il genere è stato, ma riescono anche a mostrare dove potrà andare. A quest’ultimo compito partecipano anche film animati, serie televisive e persino opere di generi che col western sembrano avere poco a che fare, come le due recenti stagioni di The Mandalorian. Ci aspetta ancora molta strada da fare, lungo i sentieri del west.

4° incontro | DRACULA. DAL ROMANZO AL GRANDE SCHERMO | 12 Luglio 2021

Un celebre film della Hammer, casa di produzione britannica rinomata tra i cultori del genere horror, lo chiamava Dracula, principe delle tenebre (Terence Fisher, 1966); al più noto tra i vampiri spetterebbe tuttavia anche il titolo di “principe del cinema”, vista la sua lunga carriera come protagonista del grande schermo. Il debutto, pare, avvenne in Ungheria nel 1921, con un film ormai perduto; un anno dopo, però, il Nosferatu di Friedrich Wilhelm Murnau avrebbe fatto entrare stabilmente Dracula nell’immaginario cinematografico, anche se, per una questione di diritti d’autore, con un nome diverso (Orlok) rispetto al romanzo di Bram Stoker che rilanciò il personaggio in epoca moderna. Da lì in poi, il cinema fece di Dracula un’icona della cultura pop; il merito andò in gran parte a due straordinari interpreti che, in epoche successive, diedero un inconfondibile volto al vampiro, ossia Bela Lugosi e Christopher Lee. Ma i domini del conte assetato di sangue, nel mondo del cinema, si estendono ben oltre e giungono sino alla contemporaneità: hanno intercettato il film d’autore, firmato ad esempio da Francis Ford Coppola, Werner Herzog e Roman Polanski, per poi accogliere anche rifacimenti, parodie e reinvenzioni satiriche. L’animazione, inoltre, ha più volte ceduto al fascino di Dracula: in Giappone gli hanno reso onore autori di riferimento come Osamu Tezuka e Mamoru Oshii, mentre in occidente un buffo omologo del vampiro è stato recentemente protagonista della serie di film Hotel Transylvania, ideata da Genndy Tartakovsky. Tutta la storia del cinema, insomma, ha avuto a che fare con Dracula; è proprio il caso, per una volta, di lasciarsi pericolosamente sedurre, scegliendolo come nostra guida.


IL DOCENTE

Marco Bellano è dottore di ricerca in cinema, critico cinematografico e professore a contratto di History of Animation all’Università di Padova. È autore di numerose pubblicazioni sulla musica per gli audiovisivi e sul cinema d’animazione, uscite in Italia, Europa e USA. Nel 2014 la S.A.S. – Society for Animation Studies gli ha conferito il premio Norman McLaren-Evelyn Lambart per il miglior articolo accademico sull’animazione del 2010-11. È stato chair del 29° convegno annuale della S.A.S. (Padova, 3-7 luglio 2017). È stato docente e relatore presso sedi accademiche quali Oxford, Brighton, Guildford, Canterbury, Madrid, Salamanca, Oviedo, Murcia, Potsdam, Kiel e Heidelberg. Ha ricevuto nel 2018 l’Abilitazione Scientifica Nazionale a professore associato, nel settore Teatro, musica, cinema, televisione e media audiovisivi. Nel novembre 2018 è stato invitato come relatore straniero dal 3° Convegno Annuale Cinese di Ricerca sull’Animazione, presso l’Università di ChengDu. Diplomato con lode in Pianoforte presso il Conservatorio di Vicenza, ha poi intrapreso studi di composizione e si è diplomato in Direzione d’Orchestra con G. Andretta. Tra le più recenti pubblicazioni del docente si segnalano, tra le tante, la monografia “Allegro non troppo. Bruno Bozzetto’s Animated Music” (Bloomsbury Academic, 2021) e il volume “Ventiquattro fotogrammi per una storia dell’animazione” (Audino ed., 2021).


CINEMA VS COVID-19

In ottemperanza ai protocolli istituzionali anti Covid-19, l’evento si svolgerà in piena conformità con le istruzioni e limitazioni previste. In particolare, le lezioni si svolgeranno garantendo posti limitati e nominalmente assegnati su prenotazione con il rispetto della distanza interpersonale, l’igienizzazione delle sedute, l’obbligo per spettatori e organizzatori di indossare la mascherina e la disponibilità di igienizzanti e mascherine all’ingresso.
Gli organizzatori porranno in essere tutte le precauzioni e le misure di sicurezza per garantire agli spettatori di partecipare ad una serata di cinema con la massima serenità!

Per conoscere l’insieme delle misure di sicurezza che verranno adottate si rinvia alle linee guida dedicate ai cinema attualmente in vigore:

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