ANATOMIA DI UN FILM. Lezioni di cinema al Multisala Corso / Ottobre 2022


Da Lunedì 3 Ottobre 2022 / Multisala Corso / Corso del Popolo n. 30, Treviso
ANATOMIA DI UN FILM
Lezioni di cinema al Multisala Corso
a cura di Marco Bellano

Ogni lunedì dalle 20.30 alle 22:30, da lunedì 3 ottobre per 5 incontri.

Link per iscrizione: Iscrizione corso “Anatomia di un film”
oppure scrivendo all’indirizzo mail cineforumlabirinto@gmail.com 


Nella storica Sala Grande del Multisala Corso di Treviso, Cineforum Labirinto presenta un nuovo ciclo di lezioni di cinema per tornare a vivere il fascino della sala cinematografica in compagnia dei capolavori e dei grandi registi che hanno fatto la storia della Settima Arte.

A partire da inizio ottobre, Cineforum Labirinto propone un corso dedicato all’analisi di cinque grandi capolavori del cinema. Partendo dalla visione di numerosi spezzoni, le lezioni si concentreranno sulla genesi creativa delle opere e sulle tecniche stilistiche e le scelte tematiche adottate dai registi, lasciando spazio anche ad aneddoti sulla produzione, sul cast e sull’influenza delle pellicole nell’immaginario collettivo.

I film selezionati sono Quarto Potere (1941) di Orson Welles, M – Il Mostro di Düsseldorf (1931) di Fritz Lang, Jurassic Park (1993) di Steven Spielberg, Mulholland Drive (2001) di David Lynch e Interstellar (2014) di Christopher Nolan.

Il corso, ideato e curato da Marco Bellano, docente di cinema presso l’Università di Padova, è rivolto a studenti, videomaker, insegnanti e appassionati di cinema che vogliano scoprire o approfondire la grammatica cinematografica e la storia del cinema attraverso i capolavori di cinque grandi maestri del cinema.

L’iniziativa si articola in 5 incontri che si terranno di lunedì dalle ore 20.30 alle 22.30,  a partire da lunedì 3 ottobre 2022, presso la Sala Grande del Multisala Corso,  situato in Corso del Popolo n. 30 in centro storico a Treviso. Il costo del corso è pari a 80€.

La sede del corso è una sala cinematografica con un capienza massima di 400 posti, dotata di uno schermo gigante e ampi spazi per accedere alle sedute. La struttura del Multisala permetterà di svolgere gli incontri in totale serenità, garantendo un’ampia distanza interpersonale e un accesso in sala sicuro e agevole. In ottemperanza alle prescrizioni di legge, gli organizzatori porranno inoltre in essere tutte le misure di contrasto al Covid-19.

Per iscriversi e per maggiori informazioni: cineforumlabirinto@gmail.com / 3457880544

Scopri il programma, le misure di sicurezza e altre informazioni scorrendo qui sotto!


IL PROGRAMMA

1° incontro | QUARTO POTERE | 3 Ottobre 2022

Piano sequenza, profondità di campo e, perché no… Rosabella. Il gergo del cinema è pieno di indizi che conducono irresistibilmente verso Quarto Potere (Citizen Kane, 1941), uno dei film più importanti mai girati, se non, secondo alcuni, il più importante in assoluto.

È impressionante pensare che tale traguardo, a posteriori così impegnativo, fu raggiunto da un cineasta e attore che all’epoca aveva solo venticinque anni e non aveva mai girato un lungometraggio prima di quel momento. Non era, tuttavia, inesperto: Orson Welles aveva già riscosso significativi successi sui palcoscenici teatrali e alla radio, arrivando a terrorizzare un’intera nazione con la sua radiocronaca di un’invasione marziana adattata da La guerra dei mondi di H.G. Wells. Col cinema, poi, si era già cimentato, nelle dimensioni del cortometraggio e del mediometraggio. Quarto potere, tuttavia, andò oltre ogni aspettativa, ridefinendo il linguaggio cinematografico.

La storia dell’inchiesta giornalistica sul cittadino Kane, ispirato al magnate del giornalismo William Randolph Hearst, sviluppò poi una potentissima critica alla comunicazione di massa, con un messaggio rimasto profondamente attuale: i racconti che i media fanno delle vite degli altri, per quanto abbondanti e seducenti, non potranno mai farci accedere alla vera essenza di una persona, destinata a rimanere un segreto custodito lontano da riflettori e obiettivi.

2° incontro | M – IL MOSTRO DI DÜSSELDORF | 10 Ottobre 2022

All’alba del cinema sonoro, molti maestri del muto temettero di non riuscire a adeguare la loro esperienza a questa dirompente novità tecnologica ed espressiva. Fritz Lang rispose a tale sfida con una disinvoltura comune a pochi: M – Il mostro di Düsseldorf (M – Eine Stadt sucht einen Mörder, 1931) mise proprio il suono al centro della sua potente drammaturgia, marcando l’identità di un terrificante criminale, disperatamente ricercato dai cittadini, con un placido fischiettio sulle note di un brano di Edvard Grieg. Il suono, insomma, non era già più solo un attraente accessorio, ma elemento fondante di una messinscena che ancora beneficiava, tra l’altro, del maestoso dialogo fra luci e ombre tipico dell’espressionismo tedesco maturo.

A rendere tutto ancor più memorabile, poi, contribuì la viscerale interpretazione di Peter Lorre, nei panni del mellifluo e spietato “mostro”. In M, la presunta crisi del sonoro si aprì dunque subitaneamente a mille nuove speranze. I frutti non avrebbero tardato ad arrivare; oltre a diventare modello imprescindibile per l’uso del suono e della musica al cinema, il film avrebbe piantato i primi semi destinati a germogliare nel noir americano, di cui proprio Fritz Lang sarebbe diventato uno degli interpreti fondamentali.

3° incontro | JURASSIC PARK | 17 Ottobre 2022

Se i dinosauri sono ancora tra noi (e non stiamo parlando degli uccelli, che secondo la scienza sono ben più dei loro eredi), una gran parte del merito va a Jurassic Park (1993).

Non è però una questione di ingegneria genetica, come nel film di Steven Spielberg e nel romanzo di Michael Chrichton che lo ispirò; è la loro immagine animata, invece, ad aver ripreso vita con un vigore senza precedenti, trasferendosi in pianta stabile nella nostra cultura di massa. Prima di Jurassic Park, i grandi rettili apparivano sugli schermi grazie a pupazzi animati posa per posa che, per quanto raffinati, tradivano comunque un che di artigianale nei dettagli e nei movimenti. Anche Spielberg aveva intrapreso questa strada, finché la Industrial Light and Magic non gli offrì la possibilità di creare effetti speciali completamente animati in digitale. Diventati così creature virtuali prive di qualsiasi limite fisico, i dinosauri acquisirono una presenza scenica e una libertà espressiva mai vista prima, in sintonia con le ultime notizie scientifiche dell’epoca, che li raccontavano molto più dinamici e intelligenti di quanto non si credesse.

A quasi trent’anni di distanza, e dopo altri cinque film della serie, Jurassic Park rimane un capitolo essenziale nella storia degli effetti speciali al cinema, oltre che indimenticabile preludio al dominio dell’animazione digitale nel ventunesimo secolo.

4° incontro | MULHOLLAND DRIVE | 24 Ottobre 2022

Il cinema, si sa, è la macchina dei sogni. I sogni, tuttavia, possono diventare incubi, anche senza chiamare in causa il genere horror. Mulholland Drive (2001) è uno dei tanti affascinanti incubi immaginati da David Lynch, così emblematico nella sua potenza visiva e capacità seduttiva da essere stato nominato nel 2016 miglior film del ventunesimo secolo, da parte di un sondaggio della BBC tra critici di tutto il mondo.

Mulholland Drive parla del cinema e del desiderio come metafore dei turbamenti nascosti nella nostra psiche più profonda, senza però offrire spiegazioni, ma solo elaborate suggestioni. Nato per essere pilota di una serie TV, dopo il successo di Twin Peaks, venne completato con un finale quando il progetto sfumò, tramutandosi in lungometraggio cinematografico. Ecco perché Mulholland Drive sembra avere una doppia anima, divisa tra sogno e realtà, ma forse anche tra coscienza e inconscio, ricordo e rimosso, vita e morte. A tenere il tutto insieme sta una magistrale tensione da thriller, e naturalmente l’ipnotico stile registico di Lynch, che ne ha raccomandato la visione da cima a fondo, senza perdere di vista alcun dettaglio.

5° incontro | INTERSTELLAR | 7 Novembre 2022

Molti film di fantascienza hanno cercato di prendere a prestito, nelle proprie storie, concetti e scoperte di grande attualità, così lontani dal senso comune da risultare incredibili o incomprensibili; spesso, però, ciò è stato fatto prendendosi molte licenze, ai fini di rendere lo spettacolo facilmente godibile da parte di un vasto pubblico.

In Interstellar (2014), Christopher Nolan ha osato invece sfidare questo limite: con la consulenza del premio Nobel per la fisica Kip Thorne, il film si fonda su temi senza tempo quali il dovere, la lontananza e la fiducia, a cui però fanno da contraltare, con attendibilità scientifica senza precedenti, insidie legate a distorsioni spazio-temporali e singolarità celate nel profondo dei buchi neri. Gargantua, il buco nero supermassiccio che domina l’immaginario visivo di Interstellar, ha rivoluzionato la raffigurazione di queste entità così esotiche nella cultura di massa, arrivando addirittura ad anticipare profeticamente quel che si sarebbe visto nella prima immagine diretta di un buco nero, datata 2019.

Il cinema, insomma, ha anticipato la realtà, come già aveva fatto tante volte, da George Méliès a Stanley Kubrick e oltre; ci ha però fornito anche dei nuovi “occhiali” attraverso cui osservare e comprendere meglio il mondo. Vale la pena allora di tornare a Interstellar, per scoprire cosa ha da raccontarci sulla creatività che nasce dalla scienza e dalla divulgazione.


IL DOCENTE

Marco Bellano è dottore di ricerca in cinema, critico cinematografico e professore a contratto di History of Animation all’Università di Padova. È autore di numerose pubblicazioni sulla musica per gli audiovisivi e sul cinema d’animazione, uscite in Italia, Europa e USA. Nel 2014 la S.A.S. – Society for Animation Studies gli ha conferito il premio Norman McLaren-Evelyn Lambart per il miglior articolo accademico sull’animazione del 2010-11. È stato chair del 29° convegno annuale della S.A.S. (Padova, 3-7 luglio 2017). È stato docente e relatore presso sedi accademiche quali Oxford, Brighton, Guildford, Canterbury, Madrid, Salamanca, Oviedo, Murcia, Potsdam, Kiel e Heidelberg. Ha ricevuto nel 2018 l’Abilitazione Scientifica Nazionale a professore associato, nel settore Teatro, musica, cinema, televisione e media audiovisivi. Nel novembre 2018 è stato invitato come relatore straniero dal 3° Convegno Annuale Cinese di Ricerca sull’Animazione, presso l’Università di ChengDu. Diplomato con lode in Pianoforte presso il Conservatorio di Vicenza, ha poi intrapreso studi di composizione e si è diplomato in Direzione d’Orchestra con G. Andretta. Tra le più recenti pubblicazioni del docente si segnalano, tra le tante, la monografia “Allegro non troppo. Bruno Bozzetto’s Animated Music” (Bloomsbury Academic, 2021) e il volume “Ventiquattro fotogrammi per una storia dell’animazione” (Audino ed., 2021).


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