SVEZIA! SVEZIA!

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Da un Paese lontano giungono con sempre più frequenza piccoli grandi capolavori. Presenza costante nelle nomination agli Oscar e nei programmi dei più importanti Festival di cinema, la Svezia è ormai considerato un luogo privilegiato per produzione cinematografiche raffinate, stimolanti e imprevedibili. Thriller congegnati alla perfezione, commedie brillanti e divertenti, film d’autore come le opere del pluripremiato Roy Anderson, senza dimenticare quell’irresistibile tendenza al dark humour e al cinema paradossale. Con l’obiettivo di scoprire e riscoprire alcune pellicole provenienti dalla penisola svedese, Cineforum Labirinto, in collaborazione con TRA Treviso Ricerca Arte, propone la rassegna “Svezia! Svezia!“, un breve viaggio cinematografico in tre tappe per lasciarsi incuriosire e farsi sorprendere da alcune  preziose opere svedesi.

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Un’iniziativa dedicata alla Svezia sul grande schermo non poteva che essere inaugurata da un omaggio al più grande e celebrato autore cinematografico svedese, Ingmar Bergman. In occasione del centenario dalla nascita del regista, il palazzo storico di Ca’ dei Ricchi ospiterà un tributo molto particolare all’autore di pellicole immortali come Il settimo sigillo e Fanny & Alexander: venerdì 5 ottobre, alle ore 21, verrà proiettato il film “L’occhio del diavolo” (1960), un’opera incredibilmente divertente, pungente e lucida orchestrata alla perfezione dal maestro svedese sotto forma di un divertissement in quattro irresistibili atti.

La verginità di una donna è un orzaiolo nell’occhio del diavolo” così recita un proverbio irlandese e quando il diavolo ne soffre, a causa della fedeltà della giovane e bella Britt, decide di mandare sulla terra Don Giovanni assieme al fidato scudiero Pablo. La missione è semplice: sedurre la fanciulla, figlia di un pastore protestante, facendo così scomparire l’affezione oculare. Ma, al contrario delle aspettative, la figlia è meno arrendevole del previsto e per Don Giovanni c’è un pericolo allarmante: l’amore è in agguato. Con “L’occhio del diavolo“, fin dai primissimi minuti, si ride, ci si compiace dell’irriverente descrizione dei difetti della vita coniugale e ci si lascia trasportare da una sceneggiatura di rara raffinatezza, rendendosi però presto conto che tra le pieghe di questa deliziosa commedia alberga una riflessione pungente e di altissimo livello sull’amore e sulla fedeltà.

Venerdì 9 novembre, alle ore 21, sarà invece proiettato “Forza maggiore“, opera del 2014 firmata da uno dei più acclamati registi emergenti del cinema svedese, Ruben Ostlund. Celebrato per il film Play e candidato all’Oscar per The square, pellicola vincitrice del Festival di Cannes, Ostlund rappresenta un nuovo filone di cinema d’autore ricercato, delicato e capace di sorprendere ad ogni sequenza. Ironico e a tratti spiazzante, Forza maggiore racconta la storia di Tomas e Ebba, una giovane coppia in vacanza sulle Alpi con i due figli. La vacanza invernale sembra procedere in modo idilliaco, ma accade un imprevisto. Mentre siedono per pranzo ai tavoli di un ristorante panoramico, una valanga si dirige a grande velocità verso di loro. L’istinto di Tomas è quello di mettersi in salvo il più in fretta possibile, l’istinto di Ebba è quello di proteggere i figli ed eventualmente morire con loro. La valanga si arresta prima di travolgerli, ma l’equilibrio familiare è ormai messo a dura prova.

La breve retrospettiva terminerà con una commedia brillante e divertente, “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve” (2013), in programma venerdì 7 dicembre, sempre a Ca’ dei Ricchi. Allan Karlsson sta per compiere 100 anni e non ha proprio voglia di festeggiarli nella casa di cura in cui è stato rinchiuso. Decide così di fuggire calandosi da una finestra, ignaro della miriade di avventure che lo aspettano al di fuori della clinica. Caratterizzato da un ritmo incalzante, da un dark humour tagliente  e da una serie di gag davvero irresistibili, il film di Felix Herngren trasforma il best-seller di Jonas Jonasson in un’epopea sospesa tra Forrest Gump, Big Fish e Oltre il giardino.

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