SCUOLA DI CINEMA: I maestri del Cinema / da Ottobre 2016

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Da Ottobre 2016 / TRA – Ca’ dei Ricchi

SCUOLA DI CINEMA
I MAESTRI DEL CINEMA
Kubrick, Truffaut, Buñuel, Fellini

Ogni lunedì dalle 20:30 alle 22:30 dal 3 Ottobre 2016 per sei incontri. 
Termine iscrizioni al corso: Lunedì 26 Settembre 2016

Iscriviti via mail scrivendo a cineforumlabirinto@gmail.com!


Cineforum Labirinto, in collaborazione con TRA – Treviso Ricerca Arte, propone un nuovo corso di cinema dedicato ai registi che hanno maggiormente influenzato il linguaggio della Settima Arte. Partendo dalla visione di alcuni spezzoni saranno analizzati i capolavori di quattro grandi autori, espressione di un cinema conflittuale e provocatorio che non accetta le cose così come sono, in linea con i doveri dell’arte. I registi protagonisti del corso che si terrà a Ca’ dei Ricchi saranno Stanley Kubrick, Francois Truffaut, Luis Buñuel e Federico Fellini.

Il corso, ideato e curato da Nicola De Cilia, è rivolto a studenti, videomaker, insegnanti e appassionati di cinema che vogliano scoprire o approfondire la cinematografia dei registi selezionati e maturare uno sguardo critico sulle opere filmiche e multimediali.

Il corso si articola in 6 incontri da 2 ore che si terranno di lunedì dalle ore 20.30 alle 22.30 a partire dal 3 Ottobre 2016 presso Ca’ dei Ricchi, palazzo storico situato in via Barberia 25.

Il costo del corso è pari ad 80 euro (ridotto a 75 euro per under 26).

Per iscriversi e per maggiori informazioni: cineforumlabirinto@gmail.com


LEZIONI: 

Prima parte | STANLEY KUBRICK | 3 ore
Stanley Kubrick (1928-1999) è senza dubbio uno dei più grandi registi di tutti i tempi: la professionalità maniacale, la durata della lavorazione, la tecnica innovativa, gli investimenti mastodontici hanno reso i suoi film delle vere e proprie imprese senza confronti. Ascesa e caduta, ordine e caos, passione e ragione si costituiscono a poli fondamentali della sua opera. Il conflitto tra individuo e potere, tra singolo e ordine sociale, rappresentato dai generali o dai padri, attraversa quasi tutti i suoi film: Orizzonti di gloria, Arancia meccanica, Shining, Barry Lyndon, Full Metal Jacket fino all’ultimo discusso capolavoro Eyes wide shut. Un cinema inteso come fascinazione, effetto, geniale sollecitazione filosofica, provocazione collettiva.

Seconda parte | LUIS BUNUEL | 3 ore 
Luis Buñuel (1900- 1983), è il maestro del surrealismo. Sade, Freud, Marx, la forza del desiderio contro le convenzioni, i meccanismi provocati dalla frustrazione del desiderio, i meccanismi dell’oppressione sociale borghese, si coniugano in modo del tutto personale, senza diventare mai né dogma né convenzione. Film come Un chien andalou, L’age d’or, L’angelo vendicatore, Il fantasma della libertà, Quell’oscuro oggetto del desiderio, Il fascino discreto della borghesia chiariscono come per Buñuel il cinema sia lo strumento migliore per esprimere il mondo dei sogni, delle emozioni dell’istinto. “Il cinema – ha detto –sembra essere stato inventato per esprimere la vita del subcosciente, le cui radici penetrano così profondamente nella poesia…”

Terza parte | FRANCOIS TRUFFAUT | 3 ore 
François Truffaut (1932-1984) è stato uno dei leader della Nouvelle vague, vale dire del cinema “moderno”. Forse non ha mantenuto tutte le promesse di giovane arrabbiato, ma è certo che il suo esordio, I 400 colpi, è tra i più folgoranti: nella tenerezza del tocco con cui raccontava l’adolescenza inquieta assetata d’affetto e di libertà del suo alter-ego Antoine Doinel, ha saputo intessere un “racconto crudele della giovinezza”, attraversato da un’asprigna volontà di scavo, che ritroveremo anche ne Il ragazzo selvaggio. Jules e Jim, film di nevrosi e di passione riprende il filo di un’utopia libertaria che si interroga sull’amore, raccontando un rapporto a tre liberato dall’ipocrisia borghese e presentando una protagonista femminile difficilmente dimenticabile.

Quarta parte | FEDERICO FELLINI | 3 ore 
Federico Fellini (1920-1993) è talmente importante da essere diventato un aggettivo. Rimini e Roma gli sono bastate per capire e narrare il carattere dell’italica specie. Ha saputo mescolare all’interno del suo cinema le forme dello spettacolo popolare con le più raffinate suggestioni provenienti dalla cultura europea psicanalitica (ma più Jung che Freud). I vitelloni racconta l’accidiosa piccola borghesia di provincia, La strada si muove tra l’ottusità di personaggi memorabili come Zampanò e la grazia di Gelsomina. La dolce vita lo consacra regista di successo mondiale, raccontando con acutezza una metropoli mondana caotica e corrotta attraverso un linguaggio decisamente nuovo, che troverà maggior sicurezza nel successivo Otto e mezzo, in cui Fellini mette in scena se stesso con estrema ispirazione tra realtà, ricordo e fantasia.

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