I sogni del Lago Salato / 11 ottobre 2015

i sogni del lago salato


Domenica 11 ottobre 2015/ ore 18:00 / Cinema Edera (TV)

RAI CINEMA, ANDREA SEGRE E FRANCESCO BONSEMBIANTE presentano
I SOGNI DEL LAGO SALATO
un film di Andrea Segre
una produzione Ambleto con Rai Cinema
in collaborazione con JoleFilm e Mact Productions
e la partecipazione di Montura e Internazionale

Alla proiezione parteciperà il regista Andrea Segre.
Ingresso con biglietto


I Sogni del Lago Salato di Andrea Segre finalmente nei cinema e non solo!

“Volevo andare in Kazakistan. Perdermi in terre di confine, in orizzonti talmente ampi da diventare intimi. “I sogni del lago salato” sono sogni che ho cercato nelle steppe asiatiche e che ho poi ritrovato nella cantina di mio zio Alberto, dove piccoli antichi sogni erano custoditi nelle pellicole 8 mm di 50 anni fa”

Il Kazakistan oggi vive l’euforia dello sviluppo che l’Italia non ricorda nemmeno più.
Eppure la sua crescita è legata a doppio filo con l’economia italiana.
La crescita dell’economia kazaka, pari al 6% annuo (un tasso che l’Italia ha avuto solo negli anni ‘60), è basata in gran parte sull’estrazione di petrolio e gas. L’ENI ha un ruolo chiave nella gestione dei giacimenti kazaki e molti sono gli italiani che lavorano in Kazakistan, in particolare nelle regioni intorno al Mar Caspio, dove è stato girato questo film.
Le immagini delle grandi steppe euroasiatiche, degli spazi infiniti e ordinati delle terre post- sovietiche si intrecciano nel film e nella mente dell’autore con le immagini dell’Italia anni ‘60, trovate sia negli archivi ENI che in quelli personali girati dalla madre e dal padre di Andrea Segre, che negli anni ’60, ventenni, hanno vissuto l’euforia della crescita.
Viaggiando tra Aktau e Astana, tra le steppe petrolifere a ridosso del Mar Caspio e l’iper-modernità della neo capitale, il film si ferma ad ascoltare le vite e i sogni di vecchi contadini o pastori e di giovani donne le cui vite sono rivoluzionate dall’impatto delle multinazionali del petrolio nell’economia kazaka. I loro racconti dialogano a distanza con quella di uomini e donne italiane che cinquant’anni fa vissero simili emozioni e speranze.


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