ALL ABOUT THE RIVER


Topic:

Proiezione film muto con accompagnamento musicale dal vivo
Sabato 5 marzo 2011, ore 21:00
Presso Auditorium Scuole Stefanini
Ingresso Libero

IL FILM
L’unica copia esistente de ‘Il fiume’, il mitico film diretto da Frank Borzage nel 1928, fu scoperta da William K. Everson e da Alex Gordon negli archivi della 20th Century Fox.
Il film è incompleto. L’inizio, due scene intermedie e il finale sono andati perduti.
La seguente ricostruzione dà un’idea dello sviluppo intero del film e della sua trama.
Il film inizia con Allen John Pender (Charles Farrel) che si costruisce la propria barca sognando il mare, disperso da qualche parte nelle montagne rocciose. Lasciato il mulino nel quale è cresciuto scende il fiume con la propria barca. In autunno viene bloccato dalla costruzione di una diga attraverso il fiume. Il cantiere è in fermento: il capo, Marsdon (Alfredo Sabato), ha appeno ucciso un ingegnere che si era innamorato della sua compagna, la giovane e misteriosa Rosalee (Mary Duncan). Marsdon viene arrestato e Rosalee si precipita al cantiere. Rosalee promette a Marsdon di aspettarlo. L’assassino le dà il suo corvo addomesticato per tenerla d’occhio e proteggerla fino al suo ritorno. John assiste alla separazione dei due amanti. Non lontano da dove si trova John, Sam (Ivan Linow), un gigantesco sordo muto che giura di vendicare la vittima, un suo caro amico.
La madre del sordo muto implora John di prevenire l’omicidio. John riesce a bloccare Sam e i due diventano amici. Marsdon viene portato via dalla polizia.
La pellicola incompleta, così come ci è giunta, inizia circa da questo punto.
Già dalle prime battute si evince il ruolo dei due personaggi all’interno della loro relazione: lei, la donna matura, esperta delle faccende della vita e disillusa nei confronti della realtà e lui, il ragazzo buono, forte, dai sani e ingenui principi, cresciuto nel bosco. Distratto dall’attrazione verso la donna e da motivi più o meno inutili John finisce per perdere tutti e quattro gli ultimi treni in partenza per la città prima della primavera successiva . . .

IDEAZIONE E MUSICA
di Riccardo Buck

Il cinema mi ha sempre affascinato per la sua qualità suprema e complessa di unire spazio e tempo, dando avvio a infinite variazioni su questo rapporto. L’idea di musicare una pellicola muta, cercando dunque di creare non un mero accompagnamento ma una nuova entità contemporaneamente visuale e sonora, mi ha sempre affascinato. In particolare mi interessa il fatto di prendere una vecchia pellicola, di soffermarmi sui suoi ritmi e sul suo respiro e di ricavarne una musica che ne esalti questo o quell’aspetto ritmico.
“The river” è un film incompleto, di grande semplicità e poesia. Le parti che mancano lo rendono ancora più elementare: tutta la pellicola si sviluppa sulle sponde del fiume o all’interno della casa di Rosalee, salvo i tentativi di ‘fuga’ di John su per le scale verso il treno e le scene nel bosco. In più il fatto che è incompleto mi autorizza in parte a penetrarlo con i miei ritmi, giocando sul fatto che risulta come sospeso, così com’è, senza inizio ne fine. E’ come se la Storia ci avesse consegnato una pellicola erosa dal tempo, decontestualizzata e dunque in cerca di un contesto, impreziosita dalla sua mutilazione che la rende senza tempo. Questi sono i motivi principali che mi hanno spinto a scegliere questo film.
La proiezione, prevista a Treviso per sabato 5 marzo 2011, vedrà affiancate una formazione di strumenti classici (pianoforte, flauto, viola e clarinetto) e un gruppo post-rock (3 chitarre, basso, batteria). Queste due formazioni si alternano durante la proiezione. Il tutto è esageratamente melodico e eccessivamente minimale, a creare una tensione latente tra i due amanti, ai loro primi e tormentosi approcci.
La musica è sempre sul bordo, pronta a sconfinare nella banalità e nel cattivo gusto. Sebbene non lo dia esplicitamente a vedere cresce d’intensità insieme al film e allo stesso tempo perde in serietà fino al finale quasi ‘splatter’ suggerito dal modo ridicolo ma insieme sofisticato e poetico con cui il film si è rovinato.
Concludendo, nel fare questo mio lavoro di composizione per pellicola muta, mi sono reso conto che non ha senso (in circostanze normali) musicare un film muto, visto che vive di un ritmo, spesso di molti ritmi, che si intrecciano tra loro in modo estremamente complesso, oserei dire più che musicale.
Il mio lavoro musicale è situato in un campo forse più concettuale, ma che comunque ha a che vedere con un relitto, una pellicola erosa, un ente speciale e meraviglioso ma non definibile esattamente come film. La mia musica vorrebbe giocare soprattutto con questo aspetto.

I MUSICISTI

MUSICISTI ROCK


UP THERE: THE CLOUDS
Si formano nella primavera del 2008 e stampano il loro primo Ep nel 2009 con l’etichetta Frohike records, un marchio di qualità e sostenibilità allo stesso tempo, nato dagli sforzi di due giovanissimi ragazzi nei periodi vuoti tra università e lavoro, che riunisce nel suo collettivo molti dei gruppi sperimentali più vitali e interessanti del nostro panorama italiano.
Nel loro Ep trovano spazio quattro brani che dimostrano una maturità e una sensibilità al di fuori della norma, soprattutto se si considera che si tratta del debutto per questa giovane formazione romagnola, un debutto che spiazza e colpisce proprio per la capacità di manipolare sonorità a cavallo tra post-rock e post-core in maniera personale e incisiva, al netto di approssimazioni e cliché, soprattutto emozionando l’ascoltatore. Hanno suonato insieme a una varietà di gruppi notevole che include anche nomi ‘pesanti’ come ad esempio la storica band post rock statunitense ‘This will destroy you’. Gli “Up There: The Clouds” sono formati da Giacomo, Francesco, Marco, Daniele e Michael.
Sito web: http://www.uptheretheclouds.wordpress.com

MUSICISTI “CLASSICI”

ANNA BUCK (flauto)
Nata a Treviso nel 1987, ha studiato sotto la guida del M° Enzo Caroli, diplomandosi privatamente nel 2005 presso il Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna. Contemporaneamente ha compiuto gli studi umanistici, conseguendo la maturità classica. Nel biennio 2007-08 ha studiato presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano sotto la guida del M° Gabriele Gallotta, conseguendo il Diploma Accademico di II livello in Discipline Musicali – Flauto. È stata premiata in vari concorsi nazionali ed internazionali e svolge attività concertistica solistica e cameristica sul territorio nazionale, suonando in importanti sale e teatri e all’interno di vari festivals e stagioni. Nel 2010 ha partecipato a due eventi musicali di rilievo: si è esibita come solista presso il Teatro Olimpico di Vicenza durante la celebrazione del 50° anniversario di carriera del suo primo maestro Enzo Caroli e in formazione cameristica nell’esecuzione di “Chance encounter” della compositrice Lisa Bielawa all’interno della Biennale Architettura di Venezia. Nel 2010 è stata selezionata come primo flauto della “Giovane Filarmonica del Veneto”, con cui attualmente si esibisce in formazione operistica e sinfonica.

JACOPO CACCO (pianoforte)
Nato a Valdobbiadene nel 1987, inizia lo studio del pianoforte nell’ A.A. 1994-1995.
Ha studiato con il m° Riccardo Zadra presso il conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza e ha conseguito il Diploma di Pianoforte con altissima valutazione.
Attualmente è iscritto al 5° anno del corso di Composizione con il maestro Giuseppe Catania presso il Liceo Musicale “F. Manzato” di Treviso ed è inoltre iscritto al 3° anno del corso di Laura Triennale in Scienze Matematiche presso l’Università degli Studi di Padova.
Ha svolto attività di docente per il corso di Pianoforte Principale presso l’Associazione Musicale “F. Manzato” di Treviso e presso la Scuola di Musica “G.Puccini” di Crocetta del Montello.

ROBERTA CRISTINI (clarinetto)
Nata a Brescia nel 1990, inizia a studiare clarinetto all’età di 10 anni. Studia per 5 anni al Conservatorio ‘Luca Marenzio’ di Darfo Boario terme con il M° Silvio Maggioni. Si trasferisce al conservatorio ‘Giuseppe Verdi’ di Milano per completare i suoi studi con Laura Magistrelli. In questi anni partecipa a masterclass con clarinettisti di rilievo quali Karl Leister e Fabio Di Casola. Ha suonato nell’orchestra del Conservatorio di Milano sotto la direzione di Enrico Dindo e Aldo Ceccato.

DIRETTORE

FILIPPO PEROCCO
Diplomato in Organo e Composizione Organistica presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia. Presso lo stesso Istituto ha ottenuto il diploma in Composizione con il massimo dei voti sotto la guida di Riccardo Vaglini. Nel 2009 riceve il premio Fulbright conferito dalla Commissione per gli scambi culturali fra l’Italia e gli Stati Uniti – J. William Fulbright Foreign Scholarship Board (FSB) con un’affiliazione con la Brandeis University di Boston (USA).
Numerose prime esecuzioni in numerose rassegne tra le quali Gaudeamus Music Week Amsterdam, Manca Nice, Biennale di Venezia, Aspekte Salzsburg, Time of Music Viitasaari, International Festival of Contemporary Music Warsaw Autumn, MATA Festival New York, Theatre Dunois Paris, Cantiere Internazionale d’Arte Contemporanea di Montepulciano, Finestre sul ‘900, Zèppelin Festival Barcellona, 3èmes Rencontres Musiques Nouvelles Lunel, The New London Wind Festival, International Review of Composers Belgrade, The Brighton Festival London, Melbourne Contemporary Music Festival, Festival di musica elettroacustica “L’interaction homme/machine dans la performance musicale et artistique” Strasbourg, Contemporary Music Festival” Melbourne, Compositori a confronto di DiNuovoMusica, Comporre il nuovo Reggio Emilia.
Ha studiato Direzione d’Orchestra con Emilio Pomarico all’Accademia Internazionale della Musica – Scuole Civiche di Milano e con Sylvain Cambreling alla Johannes Gutenberg-Universität in Mainz.
E’ fondatore e direttore artistico e musicale dell’ensemble di musica contemporanea L’Arsenale.

COMPOSITORE
RICCARDO BUCK
Riccardo Buck, nasce a Treviso nel 1989. Studia composizione musicale nella sua città natale con Filippo Perocco, e Pittura a Milano con Gaetano Grillo.
Da un paio d’anni la sua ricerca trova spazio in quella borderland tra ‘pittura’ e musica, tra segno grafico e segno musicale, con particolare attenzione alla problematica latente nella traduzione dell’uno nell’altro, problematica legata all’assenza del tempo (almeno in senso classico) nel quadro e assenza dello spazio (almeno in senso classico) nella musica. Anche per la vicinanza a questa ricerca ha cominciato ad interessarsi all’idea di musicare una pellicola.


Iniziativa organizzata da CINEFORUM LABIRINTO
 con il sostegno del COMUNE DI TREVISO


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