L’associazione CINEFORUM LABIRINTO nasce nel luglio 2009 con la finalità di proporre una valida alternativa alle tradizionali fonti di informazione e cultura cinematografica nella città di Treviso.
Fondato da un ristretto gruppo di giovani studenti, Cineforum Labirinto si pone l’obiettivo di stimolare una coscienza critica nei riguardi di alcune delle più scottanti tematiche d’attualità attraverso il linguaggio cinematografico.
Vogliamo proporre a Treviso un tipo di cinema un po’ alternativo, fuori dai soliti schemi, dai soliti circuiti e quando lo spettacolo finisce siamo sicuri che scambiare l’uno con l’altro le emozioni provate è ancora più bello che vedere il film stesso. Poterlo fare assieme all’autore del film è addirittura meglio. Abbiamo pensato quindi al documentario come la forma più adatta: è in grado di stimolare dibattiti sui temi più attuali e allo stesso tempo spesso riesce ad essere molto coinvolgente, ha un’amplissima produzione in Italia e all’estero, così come un vivace circuito di distribuzione ed inoltre i registi vengono volentieri e con entusiasmo a parlare delle loro opere.
Vogliamo lavorare in gruppo coinvolgendo più persone possibile ai nostri progetti, anche di associazioni e gruppi diversi dal nostro, perché questo vuol dire avere molte più idee e molte più forze in grado di rendere più ricco e variegato l’evento.
Poi si è deciso che, finché possibile, tutti gli spettacoli debbano rimanere ad offerta libera: non devono essere i soldi ad impedire a qualcuno di gustarsi una serata di cinema ed è bello pensare che il cineforum si regga unicamente sul libero contributo di chi l’ha apprezzato.
E così oggi il cineforum è diventato un punto di incontro, ogni volta un’occasione per conoscere storie nuove e diverse, alcune più vicine altre più lontane, che si possono comprendere fino in fondo solo attraverso il reciproco confronto, il modo migliore che conosciamo per lanciare la sfida al labirinto.
CINEFORUM LABIRINTO
Da un’idea di Livio Meo ed Enrico Silvano
hanno collaborato con generosità: Lucia Mosca, Andrea Appetito, Valentina Ariza, Sofia Begotto, Virginia Mosca, Luca Ragazzi, Giovanni Chiara, Abbas Suleman, Riccardo Biadene, Andrea Citron, Sebastiano Adernò, Bruno Baratto, Nicola De Cilia, Gildo De Rosso, Roberta Civiero, Carlo Durante, Lucrezia Cozzuol, Francesca Procopio, Marta Lazzarin, Carlos Larrondo, Christian Carmosino, Pablo Pastor, Salvador Perez, Mattia Pasetto, Sara Ricciardi, Niccolò Totis, Vittorio Taboga, Alberto Irone, Nicolò Strano, Stefano Pelloni, Gianna Righetto, Ghita Bordieri, Giacomo Scarpa, Tommaso Girardi, Luca Cardinalini, Carlo Silvano, Paolo Pozzobon, Elena Mongelli, Marika Tesser, Valentina Paronetto, Nicola Mattarollo, Riccardo Buck, Elisabetta Zanatta, Up There: the Clouds, Anna Buck, Jacopo Cacco, Marco Canella, Roberta Cristini, Filippo Perocco, Toni Santoro, Laia Abril, Francesco Del Pia, Gianfranco Bonesso, Marie Lobe Gondo, gli alunni e le maestre di Fuoriclasse, Sabrina Pizzol, Alberto Balzaro, Giacomo Mercuriali, Stefano Pasqualin…
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sono arrivato a casa con la curiosità di conoscervi meglio e così sono approdato al vostro sito. Grazie prima di tutto per l’opportunità che mi avete dato; raccontare esperienze di vita in modo così improvviso non è roba facile…….almeno per me, con persone che incontri per la prima volta poi…….e invece con voi tutto è stato molto facile, direi naturale, come si fa con gli amici di sempre……grazie della vostra curiosità, grazie della vostra sensibilità soprattutto verso un “pianeta carcere” sempre alieno, sconosciuto, sempre disatteso dalla società in genere (lo si può comprendere, perche troppo scomodo e compromettente), ma moltissimo anche dai giovani; avvicinatevi invece, lì dentro, giovani come voi, sono in attesa di una parola, di un pensiero, forse di qualche speranza…
Cercherò di essere il più propositivo possibile; purtroppo, come si dice, il tempo “mi “è tiranno……
grazie ancora, paolo pozzobon
grazie a lei professore per la sua disponibilità,
ci ha aperto gli occhi su questo mondo purtroppo ancora sconosciuto.
incontrare persone come lei che si rendono disponibili a raccontare vicende private ,talvolta scomode per la loro cruda verità, è una fortuna per noi, che come molti altri cerchiamo di oltrepassare i limiti della nostra conoscenza vaga, imprecisa e spesso condizionata, riguardo alle carceri.
grazie ancora
virginia